Origami
 

Cosa facciamo

A) Casa Famiglia “Madre-Bambino”

Casa Famiglia

L’accoglienza rappresenta il punto di partenza e il cuore del nostro agire.

Dal 1984 ci impegniamo per offrire e costruire insieme ai minori e alle persone accolte uno spazio comunitario in cui crescere, una possibilità per imparare a fidarsi dell’altro, confrontarsi e diventare grandi insieme, giorno per giorno.

Dal 2015 la casa famiglia accoglie nuclei madre-bambini inviati dai Servizi Sociali del Comune di Roma ma anche extraterritoriali: si tratta di nuclei che attraversano periodi di difficoltà e che provengono dalle storie più diverse, molte delle quali caratterizzate da violenza e soprusi, vissuti in maniera diretta e/o assistita. Le mamme vengono accolte per un periodo di 9-12 mesi dopo aver condiviso con loro – e con i Servizi già coinvolti – il progetto che le vede protagoniste (il Progetto Educativo Personalizzato), insieme ai loro figli, nel recupero delle loro autonomie dal punto di vista economico, lavorativo, sociale, relazionale e psicologico.

Durante il loro periodo di ospitalità, mamme e bambini vengono accolti e accompagnati dall’equipe multidisciplinare e dai volontari della casa famiglia. I ritmi della casa famiglia sono scanditi dalle varie attività strutturate (laboratori, riunioni, gruppi) e da quelle “informali” tipiche di una casa in cui si condividono tempo e spazi, si cucina insieme e per gli altri, e in cui ognuno può vivere direttamente e compartecipare allo spirito di comunità che caratterizza l’ARPJTETTO O.N.L.U.S.

L’Associazione ospita anche tirocinanti provenienti da corsi di laurea dell’Università degli Studi di Roma Tre ed è possibile attivare convenzioni anche con altre Università o per tirocini post master. A seguito di una fase iniziale di conoscenza della struttura e della metodologia utilizzata, i tirocinanti possono partecipare alle riunioni settimanali d’equipe, osservare le dinamiche presenti nella comunità (tra mamme, tra mamme e figli, etc.) e gradualmente affiancare gli operatori (educatori, assistenti sociali, psicologi) nell’interazione con gli ospiti e nella progettazione delle attività strutturate per i bambini.

 

 

B) Il centro diurno “Gli Scatenati”

Gli ScatenatiDal 2013 l'ARPJ Tetto onlus ha stipulato una convenzione con il Dipartimento per la Giustizia Minorile – CGM di Roma per la realizzazione del centro diurno “Gli Scatenati” dove minori segnalati dall'autorità giudiziaria o destinatari di provvedimenti emessi dal Tribunale dei Minori svolgono attività educative, didattiche, laboratoriali e ludiche come misura alternativa al carcere.

Progettazione partecipata, manualità e autocostruzione
Dal 2004 abbiamo attivato diversi laboratori con l’obiettivo di utilizzare la pratica della progettazione partecipata e lo sviluppo del pensiero creativo come strumenti di ‘cura’, crescita personale, recupero e riqualificazione dei contesti di disagio.
Sviluppare la propria creatività e manualità significa infatti sviluppare la propria personalità e fisicità, la stima in se stessi e la capacità di esprimersi: la manualità e il processo creativo offrono un canale comunicativo per sciogliere i propri conflitti interiori, imparare ad esprimere i propri bisogni ed emozioni e dare forma alle proprie capacità. Ma creare e fare significano anche riqualificare e recuperare: il minore diventa protagonista attivo di un processo che restituisce al singolo e alla comunità spazi e oggetti ‘recuperati’, favorendo lo sviluppo di una sensibilità ecologica e di una cultura del riuso e del riciclo.

“Piazza di Autocostruzione”: costruire, riqualificare, giocare

Creazione di uno spazio ludico con i giovani del quartiere segnalati dai Servizi Sociali o autonomamente coinvolti in cui i minori possano giocare, inventare, costruire e riqualificare i loro luoghi e i loro strumenti di gioco.

Partendo dalla riqualificazione degli spazi associativi già destinati ad attività manuali e creative, il progetto sarà realizzato in collaborazione con Cantieri Comuni e si diffonderà in altri luoghi del quartiere messi a disposizione.
 

C) Il doposcuola “La meta a metà”

Il doposcuolaDal 1998 siamo impegnati in attività di doposcuola e scolarizzazione, per costruire un’opportunità di educazione e inclusione concreta per i ragazzi con difficoltà di apprendimento e socializzazione dei Municipi VIII e XI. Abbiamo consolidato nel tempo una rete di collaborazione con le scuole e i servizi socio-sanitari del territorio, indispensabile per identificare i casi più bisognosi e costruire insieme un percorso idoneo e personalizzato con il singolo minore.

Il doposcuola “La meta a metà”
Doposcuola pomeridiano, laboratori linguistici e creativi con 30-40 minori segnalati dalla ASL RM C, dai Servizi Sociali dei Municipi VIII e XI e dalle scuole del territorio.
Con oltre 150 ragazzi seguiti negli ultimi 10 anni, il progetto è oggi una risorsa a disposizione dei ragazzi, delle famiglie e della comunità territoriale.

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